Der Suchende

"Dal verbo suchen (cercare) i Tedeschi fanno il participio presente, suchend, e lo usano sostantivato, der Suchende (colui che cerca), per designare quegli uomini che non s'accontentano della superficie delle cose, ma d'ogni aspetto della vita vogliono ragionando andare in fondo, e rendersi conto di se stessi, del mondo, dei rapporti che tra loro e il mondo intercorrono. Quel cercare che è già di per sè un trovare, come disse uno dei più illustri fra questi 'cercatori', e prescisamente sant'Agostino; quel cercare che è in sostanza vivere nello spirito."
Massimo Mila

(dalla nota introduttiva in Siddartha di Hermann Hesse)

Una volta mi hanno detto cinofilo al posto di cinefilo e ho capito l’importanza del liceo classico e del greco

Milky Chance

—Down By The River

einsamernorden:

Down by the river
I was drawn by your grace
Into tempest of oblivion
and to the lovers-place


(via giunture)

Fammi essere ancora figlio

Fammi essere ancora figlio. Solo una volta. Una volta sola.
Poi ti lascio andare.
Ma per una volta, ancora, fammi sentire sicuro.
Proteggimi dal mondo.
Fammi dormire nel sedile dietro il tuo.
Guida tu. Che io sono triste e stanco.
Ho voglia che sia tu a guidarmi, papà.
Metti la musica che ti piace. Che sarà quella che una volta cresciuto piacerà a me.
Fammi essere piccolo.
Pensa tu per me.
Decidi tu per me.
Mettimi la tua giacca, che a me sembra enorme, perché ho freddo.
Prendimi in braccio e portami a letto perché mi sono addormentato sul divano.
Raccontami storie.
E se sei stanco non farlo. Ma non te ne andare.
Ho voglia di rimanere figlio per sempre.
Abbracciami forte come dopo un gol.
Dormi ancora, come hai fatto, per una settimana su una sedia accanto al mio letto in ospedale.
Rassicurami.
Carezzami la testa.
Lo so che per tutti arriva il momento in cui devi fare da padre a tuo padre.
Ma io non voglio.
Non ora.
Voglio vederti come un gigante. Non come un uccellino.
Non andare, papà.
Ti prego.
Fammi essere ancora figlio.
Fammi essere per sempre tuo figlio.

—Gabriele Corsi

Questi pranzi da mia nonna sembrano lunghi simposi senza vino

Non vi conviene tanto essermi amico. Potrebbe succedere ciò: mi metto a pensare il 99% del tempo a voi, vi analizzo e psicanalizzo per quanto mi è possibile, comincio a venerarvi in quanto esseri capaci di rivolgermi la parola, piango pensando a voi e al fatto di non essere alla vostra altezza. Un bell’affare, insomma